LA STORIA        LO STANDARD

 

 

 

 

LA STORIA


 

 

La ricerca storica riguardante le origini dell'attuale cane Rottweiler attraverso l'abbondante letteratura a disposizione, riporta univocamente ai suoi predecessori sino all'epoca dei romani, quando erano necessari cani da pastore atti alla guida ed alla difesa del bestiame.

Già allora questi cani erano considerati collaboratori dell'uomo e raggiunsero la Provincia di Germania al seguito delle numerose spedizioni militari romane; secondo Strembel ne è prova il fatto che questa razza si ritrova là dove giungevano le strade militari delle legioni romane che portavano al loro seguito anche mandrie di bestiame, guidate e custodite appunto dai predecessori del Rottweiler.

Queste strade attraverso le Alpi e specialmente attraverso il San Gottardo raggiungevano il territorio compreso tra il lago di Costanza ed il resto della Svizzera e della Svevia: dopo il Gottardo una strada conduceva verso nord-est nei pressi di Appenzell, ove la razza si evolveva verso il tipo del cane Vaccaro, che prese appunto il nome dal luogo; un'altra strada, in direzione ovest, oltre il passo del Furka ed Haslital seguendo il corso dell'Aar porta a Berna e di li verso nord alla valle dell'Emmen, sede d'origine di altri cani vaccari, l'Entlebucher e il grosso cane Bernese; proseguendo di qui verso il nord, passando per Sciaffusa Aargau e Donauschlingen si arriva a Rottweil, città che diede il nome alla più grande razza di cane da pastore: la razza Rottweiler. Se da Sciaffusa si scende il corso del Reno si incontra una quarta razza di cani: gli Stuppen dei Reno, razza che oggi non è più nemmeno conosciuta.

Questo cane veniva incontro alle necessità di prestazioni molteplici e diveniva il sicuro compagno di viaggio dei macellai e dei commercianti di bestiame; i suoi compiti non erano solo di guidare, ma anche di difendere la mandria, proteggere il padrone preservandolo dagli assalti dei nemici.

II nome di questo prezioso cane derivò dall'antica città di Rottweil, già antico insediamento romano. Fin dal tempo medioevale venne denominato: cane dei macellai di Rottweil (Rottweiler Metzgerhund). Questa città ebbe origine dall'insediamento preistorico risalente (secondo i reperti preistorici) a 2000 Anni prima di Cristo; Betz riferisce che nella primavera del 74 d.C. i Romani vi giunsero ad occuparla e precisamente con la XI legione, famosa per la sua fedeltà all'Imperatore Claudio e perciò con l'appellativo "Claudia pia fidelis"; i legionari posero il primo campo mobile sull'altura a sinistra del fiume Neckar, poi venne costruito un accampamento stanziale assai grande. Per munirlo di difese vennero creati dei presidi circostanti congiunti con vasta rete stradale adatta per truppe celeri; al centro di questo punto strategico v'era Rottweil che assunse perciò sempre maggiore importanza. Secondo l'uso d'allora i soldati innalzarono degli altari che si chiamarono Arae Flaviae in onore dell'imperatore Flavio Vespasiano: questo fu il primo nome della città di Rottweil.

Non si creda che l'odierno Rottweiler sia identico nella forma e nella figura ai pastori romani di allora: egli ha subito certamente una serie di incroci in parte occasionali ed in parte voluti dall'uomo, che miravano a funzioni d'utilità ben definite, migliorandone sia le qualità fisiche che caratteriali ed inoltre l'evoluzione fu influenzata da altri fattori, quali il clima e l'ambiente che in tutti i tempi hanno avuto importanza non indifferente per la formazione delle razze.

L'allevamento aveva alla base quale scopo essenziale l'utilità; ciò era perseguito attraverso le scelte degli accoppiamenti, con severi criteri che miravano ad ottenere forza, resistenza, volenterosità, limitate esigenze, con risultati incomparabilmente superiori agli odierni. Allora anche in quella regione s'incrociarono i cani nativi con i nuovi arrivati e i cani delle regioni nordiche; perciò accanto ai cani specialisti puri come il Saupacker (cane da porcai) ed agli alani, accanto ai progenitori dei boxer ed accanto ai cani da corte (Hofhúnden) tra cui vi é l'originario Hova wart, in tutto il territorio tra il lago di Costanza ed il Meno da cui le strade romane s'irraggiavano attraverso la pianura renana e le valli circostanti, ebbe origine la più particolare razza di cani che si può indicare come il più perfetto prodotto della mescolanza delle migliori qualità del cane da pastore e da combattimento romano e dei cani locali e dei cani nordici olandesi ed inglesi a mascella larga.

Per volontà dell'imperatore Vespasiano, la città sarebbe diventata il capoluogo della provincia conquistata. Dopo i legionari arrivarono anche le truppe ausiliarie, ma la città rimase ancora un importante centro amministrativo; quando poi i Germani varcarono i limes e si sparsero in tutto il territorio della provincia romana, le legioni dovettero ritirarsi e la zona venne occupata dagli Svevi e dagli Alemanni (verso il 260 d.C.) essi devastarono tutta la regione e la città, insediandosi nelle vicinanze.

Nel 700 d.C. il Principe di questa località costruì sopra le mura d'uno stabilimento termale romano la prima chiesa cristiana (chiesa madre attorno alla quale sorsero ancora altre costruzioni ed un nuovo centro abitato; essa, come le altre comunità abitate si chiamava Villa e dal colore delle tegole e dei mattoni (rimasti dalle costruzioni romane) ebbe il soprannome di Villa Rossa - Rote Wil e, successivamente, Rottweil.

La nuova cittadina ebbe ancora un periodo fiorente, ma non fu più capoluogo amministrativo, fu solo corte imperiale franca ai tempi dei Carolingi e solo nella metà del XII secolo divenne importante centro della Marca. Nella vecchia città imperiale erano giunti perfino compratori e venditori di bestiame provenienti dall'Ungheria e dalla Francia per prendere parte a quest'importante mercato.

Così questo cane diffuse molto lontano dal suo luogo d'origine non solo il nome della sua città, ma anche la buona fama delle sue capacità e la stima per i suoi allevatori.

Esso non era solo un cane da guida, da difesa, ma anche un buon cane da traino; Korn afferma che veniva impiegato per trainare i carretti dei macellai, dei mercanti locali, dei panettieri e dei lattai. Su questo lavoro di traino per i cani si discute assi pro e contro, ma ciò esula dalla nostra trattazione.

Secondo Korn (Presidente del Rottweiler Club Tedesca dal 1955 al 1962) si può affermare che per lunghe osservazioni ed esperienze, il traino di veicoli o slitte con i debiti accorgimenti e carichi idonei non ha mai recato danno a cani sani e razionalmente nutriti e robusti; ne sono testimonianza anche i cani nordici da slitta che, nonostante il loro impiego, possono raggiungere un'età avanzata; d'altra parte si deve altresì credere che un ardente cane legato ad una catena preferirà ben volentieri muoversi al traino, lontano dal solito posto ed in compagnia del suo padrone invece che restare in un martoriante stato di prigionia nel cortile.

Quando più tardi la guida di mandrie con cani venne proibita per disposizioni di legge ed anche nel traino dei veicoli l'asino sostituì il cane, i compiti del Rottweiler diminuirono ed il suo allevamento ebbe un regresso. La razza in conseguenza diminuì al punto che nel 1905 nel circondario di Rottweil fu passibile reperirne solo una femmina. Ma il Rottweiler non correva pericolo di estinguersi perché per le sue ottime doti di carattere aveva trovato anche al di fuori della cerchia dei macellai una schiera di fedeli amici, come cane d'utilità e di compagnia. II lungo periodo di tempo vissuto dalla razza in compagnia e collaborazione con gli uomini aveva ben delineato il suo tipo e le sue costanti prestazioni migliorando in tal modo forma e carattere.

Quando la moderna cinologia prese in considerazione il Rottweiler, esso costituiva già una razza pressoché perfetta, la cui originalità venne così descritta dalla assai competente in materia, contessa Grafin Aga vom Hagen: solido compagno dell'uomo, é fedele ed affettuoso, amichevole con i bambini,

esso sa distinguere nettamente tra tempo in servizio e tempo fuori servizio. Il pericolosa cane da difesa diventa in privato docile come un agnello ed i suoi occhi possono brillare di ferocia, ma mostrano all'amico l'espressione del galantuomo.

Così l'avvenire della razza era assicurato!

Vennero pure trovati altri compiti per lui. Quando fu stabilita da una legge del 1901 di ricorrere ai cani per i servizi di polizia, venne tenuto presente anche il Rottweiler che, grazie alle sue doti fisiche e di carattere, se ne dimostrò all'altezza.II Berta così ebbe a dire: il Rottweiler ha in se un patrimonio ereditario naturale di sensibilità, tale che si possono raggiungere tutti gli scopi desiderati come con il cane da pastore tedesco. II Rottweiler era sempre il pur valido e fedele collaboratore dell'uomo; il suo carattere era venuto sempre più nobilitandosi nel lavoro per disponibilità e fedeltà indiscusse; diligenza, docilità pur accompagnata da senso di indipendenza, coraggio nel pericolo, scarse esigenze e resistenza alla fatica. Hell scrive (1926) che, soltanto per un caso fortuito, la razza Rottweiler uscì dall'ombra e si costituì un Club che ne avrebbe salvaguardato l'integrità e lo sviluppo nel tempo. Infatti occasionalmente Carlo Knauf ed Alberto Graf assieme al noto cinologo Boppel, durante l'esposizione di Heidelberg del 1905, cercavano per il presidente onorario della mostra un cane bello, di razza rara e di ottimo carattere: la scelta cadde sul Rottweiler.

Questo soggetto incontrò l'approvazione di molti cinofili per le sue eccellenti qualità. Hell ritiene che sia stato Graf il primo ad intraprendere un allevamento sistematico della razza; ciò non è esatto poiché, da ulteriori notizie forniteci dal cinologo Bitzer, si è appreso che già sei anni prima (1901) Albert Kull aveva fondato un club per l'allevamento del Rottweiler, chiamato "Club Internazionale del Leonberger e del Rottweiler".

Sembra però che purtroppo, sia per il Rottweiler sia per il Leanberger, questa prima associazione non abbia avuto importanza nell'ulteriore sviluppo dei club anche perché non vengono riportati particolari a riguardo: Non è facile reperire notizie della razza come cane da guardia agli inizi della sua storia; ne è prova il fatto che neppure nel noto lavoro in due volumi di Luigi Beckmann se ne può trovare alcun cenno.

Così si devono realmente considerare Heideiberg e l'anno 1905 il luogo e la data della nascita dell'odierna razza Rottweiler, poiché anche il suo allevamento razionale ebbe sede ad Heidelberg.

Agli inizi dell'allevamento razionale delle varie razze canine si era badato più che altro alla bellezza de1 cane ed al suo miglioramento e questa era la tendenza che predominava anche nelle mostre canine che si diffondevano sempre di più, influendo casi anche sui criteri d'allevamento. Molte critiche furono mosse a questi trionfalismi della sola bellezza che andavano a discapito del carattere, dell'indole e della natura delle razze da utilità ed il danno dura ancor oggi, specialmente nei giudizi delle gare.

D'altro canto si deve ammettere che con la ricerca della bellezza si sono ottenuti notevoli risultati riguardo alle proporzioni ed alla solidità del corpo dell'animale, sicuramente utili anche per le razze da lavoro: Per il Rottweiler la ricerca della bellezza non è stata condotta fino alle estreme conseguenze ma nel rispetto sensato delle sue peculiarità, poiché la bellezza e l'eleganza non possono essere base sufficiente per un cane tozzo e pesante come questo. Una buona proporzione della figura, a grandi linee, deve essere considerata in ogni razza, ma é necessario considerare anche il suo complesso psichico; le residue tracce delle sue peculiari qualità non si possono ridurre in alcuna circostanza a pura esibizione in giri di pedana. in questo senso si orientano le direttive dell'ADKR specialmente riguardo le prove di idoneità alla riproduzione.

Chi ha capacità di osservare le proporzioni del cane, osservando le illustrazioni dei Rottweiler dei tempi precedenti o vicini all'inizio dell'attività dei club d'allevamento, dovrà notare che da allora ad oggi la struttura armonica del corpo ha subito una positiva evoluzione: le linee più definite e sciolte tutto l'apparato locomotore ha guadagnato maggiore idoneità allo scopo; il tutto però lasciando invariata l'impressione generale che lo fa apparire non solo come un animale pesante, forte e compatto, ma anche dotato di un'espressione ed aspetto caratteristici e peculiari della razza.

Tornando alla storia dell'ADRK è da notare che per il suo costante sviluppo già nel 1926 appare diffusa in tutti i Landes, nei circondari e nelle città con 40 sezioni sparse in tutta la Germania.

L'attività dell'ADRK si è svolta anche mediante numerose esposizioni con l'assegnazione di titoli di campionato, che vennero attribuiti solo a soggetti selezionati; infatti, viene dato un grosso peso nell'allevamento alle capacità di prestazione perché il Rottweiler innanzi tutto è un cane d'utilità. Sotto questo punto di vista è proseguita la tutela negli ultimi sessant'anni, durante i quali però le caratteristiche della razza sono pressoché rimaste le stesse: la struttura del cane è ancora tozza, compatta, piena di forza, ma non goffa né sproporzionata.

L'allevamento razionale ha eliminato i grossolani difetti che accompagnavano le caratteristiche della razza ed essi sono andati scomparendo, i più grossi progressi si sono raggiunti in rapporto al pelo ed al suo colore. Non sempre si è riusciti ad eliminare i musi troppo lunghi, frequenti soprattutto in Svezia; essi sono segni di regresso e per eliminarli si sono istituiti ispettori d'allevamento presso ogni gruppo, in modo da escludere dai riproduttori i cani a muso troppo lungo. Korn afferma in un suo scritto pubblicato in occasione del cinquantenario della fondazione del club che l'esperienza e l'intuizione di Stiefel permisero all"AMRK ed agli allevatori di conseguire successi e crescente simpatia per i Rottweiler. II divulgarsi della razza attraverso le esposizioni, il lavoro capillare degli amatori, contributi tecnico-scientifici come quello di Bazille, nel periodo intercorso tra le due guerre mondiali, si svilupparono contemporaneamente a quello di tutta la cinofilia tedesca grazie alla piena armonia dei soci. Le qualità del cane migliorarono specialmente nelle proporzioni, nell'irrobustimento della corporatura, nel miglioramento dell'andatura e nella nobilitazione del modello della testa. La ricostruzione del dopoguerra impose ai soci del club nuovi ed importanti compiti per riparare i danni provocati dal disastro generale e anche, purtroppo, allo scadimento morale degli allevatori traviati dal notevole interesse per la razza da parte delle truppe d'occupazione, ma con molta solerzia si ebbe ragione anche di questi inconvenienti.

A questo proposito Hell scrive: il 13 gennaio 1907, Knauf, quale primo presidente, Beisel, quale cassiere, Graf, quale segretario, fondarono in Heidelberg insieme ad altri entusiasti ammiratori della razza, una società chiamata Rottweiler Club Tedesco (DRK).

La società ebbe vari presidenti, varie sedi e persino un giornale (Il Rottweiler); il suo sviluppo venne arrestato dagli eventi bellici del 1914. Fin dal 1910 le più alte autorità di polizia di Amburgo avevano riconosciuto le grandi qualità della razza ed avendo ottenuto notevoli successi con i due campioni Max vom Strahlenburg e Flock, posero il Rottweiler al quarto posto tra i cani addetti al servizio di polizia. Già dai primi tempi di vita del club (DRK) vi furono discordie specialmente per questioni personali e così, l'uno dopo l'altro, sorsero altri club: il "Rottweiler club tedesco del Sud", il "Rottweiler club internazionale" (1907) (RlK):

II DRK ed il RIK rimasero in lizza con l'intenzione di guidare su vie sicure l'allevamento della razza; unici punti di discordia furono la taglia ed il sottopelo. Entrambi i club tennero propri libri di allevamento e li pubblicarono; più tardi furono ammessi nella lista delle società autorizzate alla registrazione delle origini e dei giudici di allevamento.

Purtroppo nel 1919 vi fu un'ulteriore scissione del DRK che portò, anche se per breve tempo, notevoli danni all'allevamento per la pubblicazione di un suo libro delle origini. Finalmente dopo alcuni infruttuosi tentativi tra il 1920/21, a Wurzburg il 14 agosto 1921 venne fondata "la federazione generale dei Rottweiler Club Tedeschi" ADKR, ente unico, che tale rimane da allora fino ad oggi nell'interesse e per il bene della razza.

 

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STANDARD

 

 

Aspetto generale del cane.

Il Rottweiler e un cane da medio - grande a grande, robusto, né massiccio né leggero, né levrettato, né alto sugli arti. Le proporzioni esatte della sua struttura lo vogliono compatto e potente, evocante grande forza, elasticità e resistenza.

 

Importanti proporzioni.

La lunghezza del tronco, misurata dalla punta dello sterno alla protuberanza ischiatica, non dovrebbe superare l'altezza al garrese più del 15%.

 

Comportamento e carattere.

Discende da stirpe socievole e pacifica e per natura ama i bambini; è affettuoso, obbediente, addestrabile ed amante del lavoro. Il suo aspetto imponente lascia intuire le sue origini. Il suo comportamento è sicuro, solido di nervi ed intrepido. E' sempre vigile e attento al mondo che lo circonda.

 

Testa.

Cranio: di media lunghezza, cranio largo tra le orecchie, l'osso frontale, visto di lato, solo moderatamente convesso. L'occipite è ben sviluppato senza sporgere eccessivamente.

Stop: salto naso frontale pronunciato.

Fisionomia

Naso: la canna nasale è diritta, larga alla base e con moderato assottigliamento.

Il Tartufo ben conformato, è piuttosto largo che arrotondato, sempre nero con narici proporzionatamente grandi.

Muso: non deve mai essere lungo o corto rispetto al cranio.

Labbra: nere, aderenti con commessura labiale chiusa, le gengive devono essere scure.

Mascella: forte e larga sia la superiore che la inferiore.

Guance: pronunciate arcate zigomatiche.

Dentatura: completa (42 denti), robusta con gli incisivi superiori che si chiudono a forbice sopra quelli della mascella inferiore.

Occhi: medio - grandi, a forma di mandorla, di colore marrone scuro con palpebre ben aderenti.

Orecchie: medio - grandi, pendenti, triangolari, attaccate alte e ben distanti l'una dall'altra. Orecchie ben inserite, quando sono rivolte in avanti, conferiranno una maggior larghezza al cranio.

 

Collo.

Potente, moderatamente lungo, ben muscoloso, leggermente arcuato, asciutto, senza giogaia o pelle lassa sotto la gola.

 

Tronco.

Linea dorsale: diritta, forte, solida.

Zona renale: corta, forte e profonda.

Groppa: larga, di media lunghezza, leggermente inclinata, nè diritta nè scoscesa.

Torace: spazioso, largo e profondo (approssimativamente il 50% dell'altezza del cane al garrese) con petto ben sviluppato e costole ben cerchiate.

Addome: fianchi non retratti

Coda: tagliata corta, in modo che rimangano una o due vertebre visibili. Nei paesi dove la legge vieta il taglio, la coda può restare al naturale.

 

Arti.

Anteriore. Nel complesso, gli arti anteriori, visti di fronte, sono diritti e non restringenti. Visti di lato, il braccio è diritto. L'angolazione della spalla dovrebbe essere di circa 45°.

Spalla: ben piazzata.

Omero: ben aderente al tronco.

Avambraccio: vigorosamente sviluppato e muscoloso.

Metacarpo: leggermente elastico, forte e non rigido.

Piedi: rotondi, dita chiuse e ben arcuate, suole dure, unghie corte, nere e forti.

Posteriore. Nel complesso, visti da dietro, gli arti posteriori sono diritti e non chiusi. In stazione di riposo l'articolazione tra la coscia e la gamba forma un angolo ottuso.

Coscia: di media lunghezza, larga e molto muscolosa.

Gamba: lunga, robusta e con larga muscolatura, vigorosa con forti tendini, ben angolata, non rigida.

Piedi: leggermente più lunghi degli anteriori, altrettanto compatti, arcuati, con forti dita, senza speroni.

 

Movimento.

Il Rottweiler è un trottatore. La linea dorsale rimane solida e relativamente ferma.

L'andatura è armoniosa, sicura, potente e sciolta con buona falcata.

 

Pelle.

La pelle sulla testa è ben tesa ma si possono formare leggere rughe quando il cane è in attenzione.

 

Mantello.

Qualità: è formato da pelo e da sottopelo. Il pelo è di media lunghezza, duro, aderente, compatto. Il sottopelo non deve sporgere dal pelo. Sugli arti posteriori il pelo è leggermente più lungo.

Colore: nero con focature intense marrone - rossiccio ben delineate sulle guance, sul muso, sotto il collo, sul petto e sugli arti come pure sopra gli occhi e sotto la coda.

 

Altezza e Peso.

Altezza dei maschi: da 61 a 68 cm.

61-62 cm = piccolo

63-64 cm = medio

65-66 cm = grande - taglia ideale

67-68 cm = molto grande

Peso: circa 50 Kg.

 

 

Altezza delle femmine: da 56 a 63 cm.

56-57 cm = piccola

58-59 cm = media

60-61 cm = grande - taglia ideale

62-63 cm = molto grande

Peso circa 42 Kg.

 

 

Difetti.

Ogni deviazione dei punti sopraccitati deve essere considerato (valutato) come difetto e come tale deve essere degradato in giusta proporzione alla deviazione.

Aspetto generale: ossatura e muscolatura deboli, apparenza generale leggera, alta sugli arti.

Testa: da cane da caccia; stretta, leggera, troppo corta, lunga, pesante, fronte piatta (stop mancante o insufficiente).

Fisionomia facciale: muso lungo o appuntito, naso schiacciato o con narici aperte, canna nasale montonina o concava, tartufo chiaro o maculato.

Labbra: aperte, di colore rosa, o macchiate o con commessura labiale aperta.

Mascella: mascella inferiore stretta.

Guance: troppo prominenti.

Dentatura: a tenaglia.

Orecchie: attaccate troppo basse, troppo pesanti, lunghe, sottili, tirate indietro in modo tale da rimanere erette ed orecchie non portate correttamente.

Occhi: chiari, sporgenti (palpebre non ben aderenti), troppo infossati, troppo grandi o troppo rotondi.

Collo: troppo lungo, sottile, scarsamente muscoloso, con giogaia o pelle lassa.

Tronco: troppo lungo, troppo corto, stretto.

Linea dorsale: troppo lunga, debole o insellata, dorso di carpa.

Petto: torace a costole piatte, a botte, compresso.

Groppa: scoscesa, troppo corta, troppo piatta o troppo lunga.

Coda: attaccata troppo alta o troppo bassa.

Anteriore: appiombi anteriori chiusi o storti. Spalla diritta, con mancanza (o difetto) di aderenza del gomito; omero troppo lungo, troppo corto o troppo diritto; metacarpo debole o rigido; dita aperte, troppo piatte o troppo arcuate, dita rachitiche, unghie chiare.

Posteriore: cosce poco muscolose, arti chiusi, garretti vaccini o mancini, con angolature troppo strette o troppo aperte, presenza degli speroni.

Pelle: pelle della testa a pieghe.

Condizioni del pelo: morbido, troppo corto o troppo lungo, ondulato, mancante di sottopelo.

Colore: non corretto, non ben delineato, con focature troppo estese.

 

Difetti da squalifica.

Soggetti che non abbiano ben delineate le caratteristiche del sesso (tipo femminile nei maschi e vice-versa).

Comportamento: soggetti ansiosi, timidi, codardi, non indifferenti allo sparo, malvagi, eccessivamente diffidenti, nervosi.

Occhi: entropion, ectropion, occhi gialli, due occhi di diverso colore.

Dentatura: cani prognati, enognati, morso incrociato, mancanza di incisivi, canini, premolari o molari.

Testicoli: N.B. Entrambi i testicoli devono essere ben visibili e sviluppati e ben discesi nello scroto.

Pelo: soggetti con pelo molto lungo o arricciato.

Colore: cani che non hanno il tipico colore nero di base in combinazione con focature marroni correttamente distribuite; macchie bianche.

 

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