LA STORIA
L’ANATOMIA LO STANDARD
Fonte:
L'affermazione mondiale della razza ci permette di asserire che
il cane da pastore tedesco è un anziano che ogni anno diviene sempre più
giovane e vitale.
Essendo un convinto appassionato della razza, è con piacere
che ho raccolto l'invito dei responsabili della SAS di commentare i festeggiamenti
che la S.V. quest'anno ha
istituito per celebrare la nascita della Società fondata, infatti, nel 1899. Un momento di riflessione per continuare il cammino percorrendo la
strada maestra che fu allora tracciata. Il passato ci permette di comprendere
meglio il presente: conoscere la storia della razza è il presupposto per
allevarla al meglio.
Le origini
E' soprattutto ai giovani appassionati allevatori che
svolgono l'invito a conoscere e comprendere le origini della razza per evitare
errori selettivi e per giudicarla coerentemente senza essere influenzati da
devianti enfasi momentanee.
Cento anni della razza significano l'avvicendarsi di poco
più di trenta generazioni per cui il suo bagaglio
genetico non può essere stabilmente impresso ma permette
ancora, ad una errata selezione, di produrre notevoli danni. A riprova di
quanto affermo, basta osservare, ancor oggi, nelle aie dei cascinali e nei
giardini pastori tedeschi che presentano forme del tutto simili a quelle dei
soggetti primordiali.
Per comprendere gli intenti che hanno suggerito la razza,
dobbiamo fare un tuffo nel passato e andare con la mente al XVIII secolo nella
campagna tedesca dove si viveva una vita tipicamente rurale e contadina. A
fianco di altri allevamenti, vi era intensamente allevata
la pecora da cui si traeva la lana, allora ancor più preziosa poiché non si
disponeva delle fibre artificiali.
Al cane da pastore tedesco competeva il compito di condurre
e tutelare le greggi e raggiunto l'ovile, di farne la guardia. Questi cani da
gregge provenivano nella Germania da molte parti
dell'Europa e dell'Asia Minore in particolare dalla Serbia e dal Sud della
Macedonia dove, per tradizione pastorizia, si accrescevano cani adatti a questo
scopo.
L'impiego determina la
tipologia e il carattere
Fatta questa breve premessa sulle motivazioni dell'impiego
originale della razza, ho anche definito le ragioni che hanno retto e reggono i
presupposti della sua selezione.
Le distese fatte dalla successione di grandi campi verdi
imponevano a questa razza un trotto ampio e resistente che, per essere tale,
doveva scaturire da ampi passi cadenzati da gesti armonici in grado di
assorbire i frequenti contatti con il terreno: in pratica, un atleta da cross
dalla grande capacita aerobica. Un movimento frenetico e breve, infatti, per
effetto del maggior numero di azioni, ne avrebbe
diminuita la resistenza.
Un trotto spazioso poteva essere generato da arti i cui segmenti ossei fossero lunghi ed inclinati, da un metacarpo
flesso per assorbire gli urti dei molteplici contatti con il terreno, da piedi
chiusi e costituiti da falangi disposte in modo da alleviare gli impatti con il
suolo. La sua schiena doveva essere rigida per trasferire la spinta
all'allungo attraverso una groppo inclinata, il suo tronco doveva essere più
lungo della sua altezza per consentire spazio al suo trotto ma, al tempo
stesso, il suo corpo doveva essere flessibile ed agile per superare ostacoli,
passare strisciando sotto i rovi, e dinamico per esprimere all'occasione anche
un rapido galoppo.
Per raggiungere i campi erbosi questi cani dovevano
percorrere lunghi tragitti. Nelle trasferte il loro impegno principale era la
conduzione piuttosto che il raggruppamento del greggio nell'ovile. Infatti il raggruppare il gregge è compito prevalente di cani
da pastore dinamici predisposti al galoppo il cui lavoro si sviluppa nei pressi
del casolare. Pertanto, essendo il pastore tedesco un cane da gregge traslatore, doveva essere anche dotato di una reattività di
media intensità generata da una costituzione mesomorfa.
La testa doveva essere espressiva per comunicare sguardi
d'intesa con il pastore, non pesante perché lo avrebbe affaticato nei lunghi
tragitti e avrebbe generato un morso troppo imponente che poteva danneggiare il
gregge.
La sua dentatura doveva essere forte e robusta e i suoi
morsi, eseguiti delicatamente nel vello delle pecore al fine di indirizzare le
più indisciplinate, non dovevano danneggiare la lana e per questo motivo la
chiusura non doveva essere a tenaglia.
I migliori avevano orecchie rette, per meglio captare ogni
rumore o comando, non troppo grandi, portate aerodinamicamente all'indietro
durante le trasferte. L'orecchi cadente retaggio
antico quando non sussistevano anche motivi estetici, diveniva un prezioso
riparo.
L'udito e l'olfatto dovevano essere eccelsi perché erano
strumenti preziosi per il pastore.
Il manto dei migliori doveva essere ricoperto da un pelo
semilungo e quasi vitreo per proteggere dalla pioggia e dagli impigli, mentre nella parte sottostante era morbido e
lanoso. I cani a pelo lungo e lanoso, infatti, sotto l'effetto delle
intemperie, s'impigliavano nei rovi e s'inzuppavano d'acqua ed il freddo li
avvolgeva in una coltre gelida.
La taglia doveva essere media perché necessaria per un cane
che lavora in movimento dove la gracilità quanto l'eccesso erano
incompatibili sia con il rendimento nel lavoro che con la difficoltà del suo
mantenimento.
Il dinamismo del pastore doveva essere frutto della sua
integrità fisiologica, ivi compresa l'integrità delle sue articolazioni.
Doveva dimostrare discernimento inibendo e correggendo gli
spostamenti delle pecore senza però mai mostrare aggressività perché la pecora
era un patrimonio da tutelare.
Il suo carattere doveva essere socievole e docile
nell'ambito del proprio casolare perché il pastore potesse incontrare senza
problemi compagni di lavoro. Doveva vigilare sul pastore e sul gregge,
difendere così come aggredire in particolari circostanze, tutelando un mondo
che per lui era fonte principalmente di gioia e di affetto,
un mondo che gli garantiva il pasto quotidiano.
La storia del passato
Verso il 1880 in varie regioni della
Germania vivevano diverse razze da pastore. Anche se
non tutelate nella loro purezza, avevano assunto caratteristiche abbastanza
definite, indotte da una spontanea selezione artificiale ma anche dalla
difficoltà dei trasferimenti che obbligavano i pastori ad allevarle impiegando
il materiale disponibile. Tra queste razze vanno ricordati i cani da
pastore della Svevia, della Turingia e del Wurttemberg.
I cani della Svevia erano prevalentemente scuri con il pelo
del manto ricciuto, con ossatura piuttosto leggera; esisteva anche una varietà
a pelo corto.

I cani della Turingia erano
piccoli e forti, grigio focati,
spesso con orecchio diritto, di cui esisteva una varietà a pelo corto e una a
pelo irsuto.

I cani del Württemberg erano
soggetti più grandi e meno dinamici, con orecchio cadente, con buon portamento
della coda, di cui esisteva una varietà a pelo corto e uno a pelo irsuto.

Verso i primi anni del '900 il
ritmo della vita contadina andava lentamente trasformandosi sotto la spinta
delle innovazioni tecnologiche che cozzavano con le tradizioni e i ritmi della
vita agricola. Per questo si avvertiva il desiderio di produrre un cane da
pastore più consono alla realtà del momento, meno rozzo e sgraziato, che
gratificasse le ambizioni estetiche di una popolazione borghese che si compiaceva della presenza nei propri giardini di un cane
coraggioso e sicuro, dall'aspetto piacevole.
Per questo si idealizzava un
modello che imponeva il manto semilungo, l'orecchio diritto che conferisce
fierezza, la coda lunga e portata discesa lungo la coscia, non arrotondata sul
dorso e priva di antiestetiche deviazioni.
Molti allevatori si odopravano
modellando le diverse razze da gregge e i loro sforzi vennero
coronati producendo soggetti che tentavano di soddisfare le nuove esigenze
estetiche. Frutto di questo lavoro, nacque Philax che
diede nome alla prima Società speciale della razza ma, contrasti successivi, ne
videro l'estinzione. Fu il Capitano di Cavalleria Max von
Stephanitz, a coordinare e valorizzare gli sforzi
degli allevatori e, attraverso i suoi scrupolosi insegnamenti, pose le premesse
per fondare, nel 1899, la Verein für deutsche Schäferhunde (SV).
Come racconta nel suo libro il Beppe Giani in una brillante
analisi parlando della nascita e dell'evoluzione del cane da pastore tedesco,
nel 1899 venne redatto da Max von
Stephanitz, in collaborazione con l'allevatore Arthur Meyer, lo standard del
pastore tedesco che venne approvato in un convegno di cinotecnici
della SV tenutosi a Francoforte. Un documento che mostrò tutta la sua validità
sino al 1957, data nella quale vennero aggiunte
precisazioni, peraltro già chiare nella mente degli allevatori e dei
selezionatori, piuttosto che apportate sostanziali modifiche.

L'albero genealogico della nuova Società prese origine con
il primo cane registrato, Horand v. Grafrath, nato l'1.01.1895 e figlio
di Kastor e Lene. La nascita di Horand,
allevato da Sparwasser, trovò l'esaltazione nelle
parole di von Stephanitz il
quale, prima di apprezzarne le doti morfologiche che allora rappresentavano il
successo della fusione dei pregi delle razze originali, ne valutò e valorizzo
le grandi doti morali costituite da un carattere vitale, docile, attento,
fedele, sicuro, vigile e difensore e ugualmente pieno di iniziative
e indomito corteggiatore.
La razza neo formata cominciò a diffondersi rapidamente. Va
anche detto che nella vicina Francia vivevano cani
simili da pastore sottoposti ad una simile selezione tanto che nelle terredell'Alsazia e Lorena, più volte contese tra Francia e
Germania, vi era che voleva arrogarsi il diritto di aver dato i natali alla
razza. Ed ancor oggi, in gergo popolare, il cane da
pastore tedesco viene a volte definito "lupo alsaziano".
E' indubbio che la selezione tedesca fu la più
rigorosa proprio per merito del Presidente Max von Stephanitz che, affiancato dai suoi collaboratori annotava
i certificati di origine, i brevetti acquisititi e studiava con la figlia Hertha l'accrescimento dei soggetti nel suo meraviglioso
castello. Presto venne istituita la sede della Società
in Augsburg.
In virtù delle sue doti, la razza si diffuse rapidamente ma,
non essendo più assoggettata alle naturali pressioni selettive imposte dal
quotidiano impegno, il carattere non era sempre quello di cui era dotato Horand e i difetti caratteriali presenti nelle razze
originali, di tanto in tanto, riaffioravano.
Un grave danno per lo sviluppo della razza fu provocato
dagli eventi della Prima Guerra Mondiale nella quale vennero
impiegati i pastori tedeschi sacrificando ovviamente i migliori e determinando
un impoverimento zootecnico. In questa occasione la
razza ebbe però modo di dimostrare la sua grande versatilità e compì atti di
eroismo al pari di un valoroso soldato, spesso offrendo la propria vita per
salvare o proteggere più combattenti. Venne impiegata
per l'invio di messaggi, per trasportare munizioni, utilizzata per la ricerca e
il soccorso dei feriti e coinvolta in vere e proprie azioni di guerra
affrontando audacemente le più pericolose e dimostrando tutte le sue grandi
doti,. Già allora il pastore tedesco fu impiegato nella conduzione dei non
vedenti e in diversi tipi di ricerca e soccorso civili e militari, era cane da
compagnia e difesa, vigile e attento guardiano delle abitazioni così come
dedito agli svariati impieghi come cane poliziotto. Cessata la guerra, la razza
dovette essere ricostruita lottando anche con disagi dalla scarsità
dell'alimentazione.
Per avere nuovamente garanzia delle
doti di carattere, nel 1920 fu proclamato Sieger Erich v. Grafenwerth, un campione
che obbligatoriamente aveva superato una prova di lavoro. Una decisione promossa dalla SV
per mantenere e continuare lo sviluppo della propria razza, essendo conscia che
le sue attenzioni non potevano essere rivolte solo alla morfologia, ma anche al
carattere che doveva essere frutto di buoni impulsi per soddisfare i molteplici
utilizzi cui poteva essere destinata.
La costante di alcuni difetti della razza
E' bene che i giovani sappiano che i problemi della razza,
che oggi ancora dobbiamo affrontare, esistevano anche
nel passato e se ne hanno molteplici riscontri.
Parlando della taglia, verso il 1910, di Horst
Boll, un figlio di Munko Boll, Schaller scrive: " Un
maschio molto noto, con eccellente carattere, è però di grandezza superiore
alla media, a 9 mesi misurava già 67 cm.,
presumibilmente trasmessagli da parte della madre". Da altre parti si commenta dicendo " Più volte trovo, nei cani eccellenti,
altezze accertate di 70/71 cm.". E' questo non per incapacità
nell'usare il cinometro.

Il problema della taglia non è solo legato a semplici fattori
alimentari quanto alla scelta di soggetti che abbiano
nei loro geni la dote di trasmettere la media taglia. Nel 1929 venne, infatti,
proclamato Sieger Utz Haus Schütting che, non più alto di 61,5 cm. Al garrese, fu un grande
riproduttore, generatore dei più importanti ceppi della razza, tra cui quello
di Rolf Osnabrücker Land. E, ancora negli anni '60, Condor Zollgrenzschutz
Haus, alto cm. 62, padre di Quanto Wienerau, fu un altrettanto prestigioso
riproduttore. La realtà dimostra che la prestanza nella discendenza non deriva
solo dalla grande taglia ma da una robusta ed armonica
costruzione legata a resistenza e dinamismo.
Parlando del carattere, sempre in quel periodo, di Nores Kriminal Polizei, un figlio di Horst Boll, si scriveva: " Purtroppo non c'è nulla di buono
per quando riguarda il carattere. Quando il cane dal recinto
doveva venire da me e dalla femmina che si trovava lontana, si fermava sulla
porta del recinto e non si muoveva per venire da me e dalla femmina in calore.
Io dovevo lasciare la femmina, allontanarmi dal cortile e andare a prendere più
tardi la femmina coperta"... E si chiamava pomposamente Kriminal Polizei.
Parlando della pigmentazione, ancora riferendosi a Horst Boll, si legge: "Egli
ha trasmesso spesso ai suoi discendenti il suo colore grigio giallastro".
Non mi dilungo oltre perché, infierendo, un lettore potrebbe
avere una cattiva impressione sull'evoluzione della razza. Queste mie
informazioni servano solo da monito a chi non si rende conto che l'insorgenza
di questi difetti è da sempre in agguato e la loro eliminazione può essere
ottenuta solo attraverso una costante ed oculata selezione.
Gli antenati degli
attuali ceppi portanti
Nel 1909 viene proclamato Sieger Hettel Uckermarkt,
un figlio di Roland Starkenburg
soggetto tutto nero che diventerrà l'antenato del
ceppo di Alf Nordfelsen da
cui proviene Mutz Pelztierfarm,
figlio di Heidi Haus Bickert, una figlia di Gero Haus Elkemann.

Alf Nordfelsen
raggiunse il successo in età avanzata. Giudicato Molto Buono in giovane età, fu
proclamato Sieger a quasi cinque anni. Proveniva da
ceppi che traevano origine da vecchie linee di sangue. Era un soggetto solido e
asciutto, essenziale nelle angolazioni e con struttura
molto nevrile, dalla lenta maturità morfologica destinata
però a mantenersi integra in età avanzata.
Una dote che vediamo riaffiorare in Uran
Wildsteiger Land.
Mutz Pelztierfarm
era soggetto al di sopra della media taglia, con
struttura essenziale e compatta, con focature un po'
chiare, Dà origine a diversi ceppi che si stanno nascondendo spesso nelle linee
femminili degli attuali stalloni. Di lui vanno ricordati gli Auslese Igor Hylligen Born, Anderl Kleinen
Pfahl, Wacker Eingsburg, Jalk Rheinhalle, gli eccellenti Quino Mönchberg, Dito Kurpfalzhalle, Jory Grone e Jonny
Rheinhalle, il suo più significatovo
figlio che si trova attraverso le discendenze in Cello
Römerau.
Altrettanto da Hettel discende Utz Haus Schütting,
il quale, con sole 32 cucciolate, produsse un considerevole
numero di cani eccellenti, a loro volta produttori di importanti ceppi
tra cui si annovera quello di Rolf Osnabrücker Land, asse portante della razza.

Rolf Osnabrücker
Land diviene altro centro nevralgico della razza da cui dipartono importanti
ceppi che si caratterizzano in validissimi assi portanti. Da rolf si generano il ceppo di Vello Sieben
Faulen, Quanto Wienerau e
Canto Wienerau. L'importanza del ceppo di Rolf è notevole anche per il valore della famiglia. Oltre
essere fratello di ottimi soggetti, tutti
caratterizzano nella produzione dimostrando anche una notevole disponibilità
genetica a fondersi con i pregi dei loro partners.
Una famiglia dotata di buon carattere e salute. Il fratello Racker
è generatore del ceppo di Dago Schloß
Dahlhausen ; la sorella Rosel, unita a Billo Oberviehland, produsse Hein Richterbach generatore di molti ceppi tra cui ricordiamo Ajax Haus Dexel.
Un'altra sorella, Rena, ottenne il 3° Auslese, Racker e Rena erano neri
totali.

Tra i discendenti di Rolf,
commentiamo:
Vello Sieben Faulen, figlio di Lex drei Kinder
Haus e di Grille Sieben Faulen, fu un soggetto di grande taglia tanto che non venne selezionato. Era di ottima sostanza, la schiena venne giudicata " a
volte leggermente cifotica" i colori del
mantello piuttosto chiari. Era produttore di ottimi
stalloni dotati di grandi telai, di ossatura e di buoin
carattere. Tra questi ricordiamo il vice-Sieger Jalk Fohlenbrunnen, il Sieger Bodo Lierberg
ed il fratello Auslese Bernd
Lierberg, l'Eccellente Lido Wienerau
e molte belle femmine rivelatesi poi anche ottime fattrici.
Quanto Wienerau, un soggetto che, pur afflitto da alcuni difetti
morfologici, emergeva per la sua grande tipicità.
Proclamato più volte Auslese, divenne generatore di
molteplici e importanti ceppi. Era figlio di Condor Zollgrenzschutz-Haus e di Yoga Wienerau,
figlia di Lido Wienerau. Tra i figli più significativi va ricordato il Sieger
Dick Adeloga, gli Auslesi Lasso di Val di Sole, Gundo
Klosterbogen, Reza Wienerau e molte femmine di altrettanto valore
acclamate.
Canto Wienerau non fu mai Auslese ma
Eccellente. Dotato di un'armoniosa struttura e di ottimo
movimento, difettava nella correttezza del posteriore e della tempra. Morì precocemente
all'età di circa quattro anni. E' divenuto generatore di molteplici e
importanti ceppi. Era figlio di Hein Königsbruck e di Liane Wienerau,
sorella di Lido Wienerau. Tra i figli vanno
annoverati i due Sieger Dingo
Haus Gero e Canto Arminius,
gli eccellenti Aßlan ed Argus
Klämmle. Anche Canto è padre
di belle femmine e ottime fattrici.
Una sintesi spesso
fasulla
Questo sintetico quadro storico fornisce la possibilità di
avere una sommaria idea di come si siano sviluppati gli
assi portanti della razza. Sempre per motivi di sintesi, si tende ad illustrare
le evoluzioni che da essi derivano trascurando
purtroppo le provenienze femminili di cui sarebbe invece necessaria la
valutazione. Infatti, molti dei soggetti che si ritengono
perduti con la selezione di razza, sono invece insistentemente presenti negli
ambiti più reconditi dei pedigree e fanno sentire la loro presenza.
Si usa infatti citare il ceppo
portante di provenienza maschile: questa consuetudine ha indotto molti a ritenere
che solo alla diretta linea maschile di un certificato debbano essere
attribuiti i meriti o i demeriti di un risultato genetico. Ciò varrebbe per un
ceppo essenzialmente dominante ma, essendo una semplice ipotesi, diviene
essenziale considerare il certificato nella sua totalità, considerando i
richiami consanguinei che possono essere portatori insistenti delle
caratteristiche positive e negative dei soggetti più
volte impiegati.
La conoscenza di molti ceppi valga quindi non tanto per
formulare un'assoluta valutazione, quanto per apprezzare ogni singolo ceppo
della genealogia esaminata. Una estesa lettura
permetterà all'esperto di attribuire il giusto significato ad ogni ceppo e
supporre i prevedibili risultati zootecnici.
La conduzione della
Società SV
Max von Stephanitz
condusse la Presidenza SV dal 1899 al 1935. Suo successore fu il medico Dr.Kurt Roesebeck che mantenne la
presidenza dal 1935 al 1945. Seguì Kaspar Katzmaier, dal 1945 al 1956, che fu invitato ad esprimere i
suoi giudizi anche in Italia. Dal 1956 al 1971 fu Presidente il Dr.Werner Funk, prestigioso giudice ed attento allevatore, titolare
dell'affisso "Haus Schütting",
ospite atteso anche nei ring italiani. Nel 1971 il Dr.
Funk lascia il suo incarico e gli succede il Dr. Christoph Rummel al quale può essere attribuito il
merito di aver ottenuto il momento più esaltante della poliedricità
genetica della razza. Sono gli anni in cui si realizzano gli stalloni
promotori dell'attuale allevamento e, tra i più significativi,
troviamo l'eccellente Canto Wienerau figlio di Hein Königsbruch; il Vice-Sieger Quanto Wienerau,
proveniente da Condor Zollgrenzschutz Haus; il Vice-Sieger Mutz Pelztierfarm proveniente da Axel Pelztierfarm; il Sieger Marko Cellerland
da Tell Golmkauer Krug; il Vice-Sieger Hero Lauerhof, figlio di Jupp Murrehütte; gli eccellenti
Eros ed Ero Wienerau, figli di Dago
Schloß Dahlhausen; l'Auslese Brix Pfaffenau
da Fedor Grünen Lückner. Tra i discendenti di Ajax Haus Dexel
troviamo l'eccellente Olaf Altena's
Land e l'Auslese Titus Echenzweig; l'eccellente Olden Asterplatz e l'Auslese Rebell Haus Schütting
da Nico Haus Beck; l'Auslese Pascha Bayerwaldperle figlio dell'Auslese
Erko Dinkelland;
l'eccellente Zibo Haus Niermann, padre dell'Auslese
Mosca di Val del Tiepido, figlio di Queck Bundesgrenze Anholt; l'Auslese Frei Gugge
da Chlodo Schloß Dahlhausen; l'Auslese Hardt Sprühturm da Joll Bemholt; l'Auslese Anderl Herzogbad da Olf Haus Grürmann; il Sieger Arras Haus Elma da Tom Haus Solms;
il Sieger Heiko Oranien Nassau da Alf Convent; l'Auslese Iwo Südfeld tra le provenienze di
Valet Busecker Schloß; l'Auslese Hatto Zerdorfer-Land
proveniente da Kay Pathmospark;
l'Auslese Kazan Benjorito Hof da Dux Spexarderland; l'Auslese Nick Dreimarkenstein
proveniente da Lido Wienerau. E
la carrellata potrebbe continuare a lungo.
Due epoche distinte da
due diverse filosofie allevatorie
La filosofia allevatoria di Rummel è imperniata fondamentalmente sulla varietà
poliedrica dei ceppi: per questo le sue aperture consentono anche l'affermarsi
di diverse tipologie dando spazio ad una notevole alternatività.
Senza dimenticare i legami consanguinei, il criterio privilegiato negli
accoppiamenti diviene quello della compensazione somatologica:
sono gli anni che consentono l'allevamento interlineare a coloro che lo
prediligono.
Il proliferare dei ceppi scaturiva anche da una elasticità nel criterio di giudizio tanto da permettere
a soggetti di diversa morfologia di entrare nelle alte sfere della graduatoria,
sollecitandone l'impiego. Perché i meno introdotti
comprendano il pensiero di Rummel, si deve immaginare
l'allevamento costituito da mille frammenti che, diversi tra loro, potevano
servire per un perenne gioco ad incastro. Così abbiamo il cane lungo adatto per
i soggetti corti, il cane leggero per quelli pesanti, il cane iporeattivo per i troppo reattivi. Un criterio che può far affiorare validi
soggetti ma non è in grado di fissarne le
caratteristiche. La presenza di svariate tipologie,
portatrici di poliedricità genetiche, indotte dal
criterio selettivo di Rummel, fa nascere il desiderio
di vedere omogeneizzati in un solo tipo i soggetti di successo. Per
ottenere l'auspicata omogeneizzazione si pensò all'impiego di soggetti che portassero una tipologia prediletta e che in essi fossero
fissate le doti frammentate. E' il sogno di sempre da quando von Stephanitz volle riunire in
una sola razza le migliori doti e il meglio delle tipologie delle diverse razze
da pastore presenti in Germania. Il progetto trovò
grande interprete, dal 1982 al 1994, nel successore di Rummel,
il Presidente Hermann Martin,
il quale, per raggiungere lo scopo, apprezzò l'aspetto di alcuni
soggetti sottolineandone il valore della famiglia. Per questo suggerì l'impiego
di un ristretto numero di ceppi che tendevano, però, ad assottigliare la
presenza di altre genealogie che si nascondevano nei
ceppi femminili. Si passò così da accoppiamenti prevalentemente interlineari ad
accoppiamenti interfamigliari. Il programma diede i suoi effetti tanto che,
nell'arco di non molti anni, vediamo, durante la
gestione di Hermann Martin,
una notevole uniformità tipologica, peraltro proveniente da Quanto Wienerau che, inevitabilmente, negò le alternatività
che una grande razza dovrebbe tenere in serbo per effettuare gli indispensabili
rinfreschi di sangue Un consistente apprezzamento cromatico portò a ritenere
che cani grigio focati o non rossi e neri fossero
carenti di tipo restringendo ancor più la varietà dei ceppi e dimenticando che
l'essenza del tipo va ben al di là dell'aspetto cromatico delle focature, semmai può riguardare la distribuzione e la
fusione. Il tipo va inteso come una mirabile sottolineatura delle
caratteristiche della razza ma anch'essa è suggerita da precisi canoni che solo
l'occhio esperto può apprezzare. Il criterio delle grandi famiglie fu talmente
pregnante che i due assi portanti della razza,
costituiti dai due volte Sieger Uran
Wildsteiger Land e Quando Arminius,
provenienti entrambi da discendenti di Quanto Wienerau,
erano nati da una medesima madre, Palme Wildsteiger
Land.

Inoltre il ceppo alternativo di Canto Wienerau
era supportato da un altro notevole riproduttore, Mark Haus Beck,
figlio di Fedor Arminius, è
generatore del Sieger Kimon
Alhedy's Hoeve padre di Karly Arminius. Un nodo genetico
già riproposto ai tempi di Rolf
Osnabrücker Land e dai fratelli. Dobbiamo considerare
che un nodo centrale su cui il restringimento si articola è la Q.Wurf (cucciolata in "Q" di Arminius) che, pur soddisfacente per qualità del tipo e
qualità essenziali, era meno ricca di integrità fisiologiche e doti di
carattere di quello che fu rappresentato dalla R.Wurf
(cucciolata in "R" di Osnabrücker Land). La
cucciolata in Q. Arminius
generò soggetti di notevole importanza tra cui spicca Odin Tannenmeise, padre di Jeck Noricum e Zamb Wienerau. Altrettanto degno di attenzione è stato l'impiego rimarchevole di Palme Wildsteiger Land i cui successi erano spesso frutto di
opportune compensazioni, ma un esasperato richiamo della sua presenza non
poteva che ricalcarne le caratteristiche generando soggetti, ad esempio, di
grande taglia, problema, questo, così rimarcato dal quale è indubbiamente
difficile uscire. Uran Wildsteiger
Land generò notevoli discendenti il cui più significativo
è Eiko Kirschental che,
attraverso Yago Wildsteiger
Land, è generatore del Sieger Ulk
Arlett e del figlio di questi, Sieger
Rikkor Bad-Boll. Mark Haus Beck,
figlio di Fedor Arminius, è
generatore di Jello Wienerau,
del Sieger Kimon Alhedy's Hoeve padre di Karly Arminius, e di Fohlemarkens Jasso padre del Sieger Lasso Neuen Berg padre dell'Auslese Enzo Buchhorn. Il ceppo
antitetico di Mutz Pelztierfarm
è supportato dal suo diretto figlio Yupp Haller Farm, figlio di Jonny Rheinhalle; attraverso Cello Römerau si genera Eros Luisenstrße. A fianco di
piacevoli ed affascinanti somatologie realizzate dal
lavoro di Hermann Martin,
si univa spesso il lavoro del fratello Walter il quale era più prossimo, nel
suo criterio allevatorio, alla creatività che dava in
qualche modo spazio anche ad unioni non cattedratiche che finivano a diluire le
restrizioni del momento rioffrendo derivazioni di un trascurato Dax Wienerau e di un non molto
affermato Axel Heinsterbach.
Da molti anni inoltre si era intrapresa la battaglia per l'esenzione da
displasia difficilmente risolvibile in quanto le somatologie privilegiate erano grandi, potenti e a volte tarose: caratteristiche queste che spesso cozzano con il
buon sviluppo osseo di una sana costituzione frutto di ciò che di più normale
può offrire la razza. Altro problema che andava affiancandosi erano le
affezioni dell'articolazione del gomito. Nel 1996 morirono immaturamente i due
fratelli Martin lasciando un grande
vuoto nella Società del pastore tedesco, in particolare nella SV. Il pesante
compito della successione direttiva è stato ereditato dal Dott.
Meßler il quale, oltre cercare di riempire un vuoto
affettivo, si trova anche a tentare di riaprire, per quanto possibile, il
ventaglio dei ceppi affrontando l'allevamento con l'ausilio delle moderne
tecnologie. La Società SV, tutelatrice della razza e
responsabile delle Società speciali sparse in tutto il mondo, ha sede ad Augsburg, in una grande
costruzione modernamente organizzata. I suoi campi di addestramento
sono quasi 2.000 e dispongono, ognuno, di opportuni impianti di ristoro. I Soci
della SV sono oltre 100.000 e sono in continua ascesa. La stessa SV si incarica di produrre riviste e pubblicazioni atte alla
diffusione e alla conoscenza della razza.
Una forza
dell'allevamento tedesco
Una delle forze dell'allevamento tedesco fu ed è la volontà
di sondare, in ogni caso, la capacità riproduttiva di qualunque stallone e di
qualunque fattrice tanto che le migliori realizzazioni dei soggetti stranieri
nascono attraverso la volontà disinibita degli allevatori tedeschi
riconoscendo, anche in soggetti venduti o allontanati, valori sconosciuti sino
a proclamarli più volte Sieger in Germania, come è accaduto per Zamb Wienerau e Ulk Arlett. In virtù di questa volontà vediamo affermarsi lo
svizzero Lasso di Val Sole, Auslese, che oggi si
configura come uno dei più validi continuatori del ceppo di Quanto Wienerau; l'Eccellente di punta il
belga Folmarkens Jasso,
padre del Sieger Lasso Neuen
Berg; gli olandesi Sieger Kimon Alhedy's Hoeve e Auslese Odin Tannenmeise; gli italiani Auslese Max della Loggia dei Mercanti; gli Eccellenti Quartz dei Templari e Vax von Dolomiten; il danese Auslese Putz Arjakjo;
il francese Arack Hohmannsfeld;
non dimenticando che alcuni soggetti di produzione italiana portati in
Germania, come Fero e Brino dell'Alta Quercia, trovarono modo di essere
ottimamente impiegati nell'allevamento tedesco. E non solo maschi, ma anche
fattrici straniere vennero messe alla riproduzione
dimostrando che gli allevatori tedeschi tendono ad apprezzare qualità al di là
della bandiera o di eclatanti risultati.
I cani impiegati nelle
Prove di lavoro


Di pari passo con l'allevamento della razza, proseguiva la
dedizione verso le gare di lavoro le quali, nel loro
scopo originale, avevano fondamentalmente l'intenzione di essere una verifica
delle capacità di impiego della razza stessa. Infatti
i Campionati dei primi anni esprimevano, nello spirito della loro istituzione,
un sapore ambientale che assumeva un particolare significato proteso a
soddisfare il piacere di addestrare e competere con il proprio cane. Sono gli
anni in cui i cani da impiegare nelle gare da lavoro vengono in
prevalenza raccolti dai più idonei tra la selezione dei cani di
allevamento scegliendoli spesso tra i discendenti degli Auslese
o dei Sieger, senza porre troppa attenzione verso
alcune carenze morfologiche in cambio di eccelse doti di carattere. Con il
passar del tempo, queste competizioni tendevano ad assumere una sempre più
spiccata configurazione che gratificava anche la necessità dello spettacolo e
le ambizioni degli addestratori sia tecniche che economiche. Per soddisfare le
nuove esigenze si generò un allevamento che, esercitando specifiche pressioni,
fosse in grado di produrre soggetti che, per costituzione, reattività e carattere,
meglio si sposassero con le necessità delle gare di lavoro sino a dividere in
due la selezione della razza. Va anche detto che le scelte dei soggetti
provenienti da questi particolari criteri selettivi sono state attuate dagli
addestratori per ottenere notevoli successi, preferendo spesso quelli che, per
carattere e temperamento, fossero più consoni alla
loro indole ed alle loro metodologie di addestramento. Di pari passo
l'Organizzazione tedesca teneva in vita le Prove rivolte a far competere il
cane da pastore tedesco nell'antico lavoro che fu matrice della razza: la
conduzione del gregge. In questo settore spiccano alcuni addestratori che, in
concreto, conducono greggi, tra cui emerge il nome dell'allevamento "v. Kirschental" di Karl Füller, il quale non solo è conduttore di pecore ma prestigioso allevatore di notevoli soggetti tra cui
ricordiamo l'Auslese Xitta Kirschental, figlia di Lasso Val Sole e madre del Sieger Eiko Kirschental.
Tra i soggetti di rilievo, promotori di molti soggetti attualmente
impiegati nelle prove di lavoro, ricordiamo l'Auslese
Frei Gugge, discendente da Hein Richterbach, che tende a
trasferire aggressività e temperamento elevati; discendenti dal Sieger Alf Nordfelsen
troviamo Nico Haus Beck,
generatore di una buona combattività gestibile, e l'Auslese
Mutz Pelztierfarm,
generatore di addestrabilità e buona mordacità. Tra i
ceppi di Vello Sieben Faulen,
l'Auslese Jalk Fohlenbrunnen generatore di aggressività
e buone doti caratteriali facilmente gestibili. Buona tempra
ed equilibrio dal Sieger Bodo
Lierberg e dall'Auslese Bernd Lierberg; dal Sieger Arno Haus Gersie troviamo Valet Busecker Schloß che tende a trasferire buone doti caratteriali;
dall'Auslese Norbo hohen Fichte, il Sieger Marko Cellerland
portatore di combattività, tempra e temperamento buoni. Tutti pregi, però, che sono stati ravvivati nella produzione da
notevoli sovrapposizioni delle doti sino a stravolgere gli impulsi originali
creando soggetti adatti all'impiego nelle Prove di lavoro.
In Italia
La razza in Italia procede sino agli anni sessanta con
alterne fortune e, pur affermandosi la sua diffusione, non trovò sempre
adeguate strutture organizzative che consentissero al
suo allevamento di raggiungere una necessaria autonomia. Negli anni settanta,
in virtù dell'opera di Walter Gorrieri,
all'allevamento italiano viene conferita una rinnovata
impostazione che permette, in breve tempo, di ottenere risultati organizzativi
e competitivi di notevole valore attirando l'attenzione e l'approvazione del
nostro lavoro da parte della madre Germania. Sulla spinta
di questa preziosa evoluzione, compete all'attuale Consiglio Direttivo, guidato
dal Presidente Domenico Diliberto, il compito di
continuarne il prestigioso avvio.
I giorni nostri
Per quanto concerne gli attuali ceppi portanti
possiamo fare una rapida sintesi derivante dall'analisi dell'ultima esposizione
di Campionato SV 1998.

Quanto Wienerau
Preponderante la presenza dei ceppi generati da Quanto Wienerau tra cui oggi primeggiano i discendenti del Sieger Quando Arminius che,
attraverso l'Auslese Odin Tannenmeise, ha prodotto due Sieger di diversa morfologia: Jeck
Noricum e Zamb Wienerau. Jeck Noricum ha proposto un corpo robusto con dorso lievemente
arcuato che soddisfa alcuni estetismi, Zamb Wienerau ha proposto un grande
telaio che soddisfa maggiormente l'anatomia di un robusto trottatore. Di Jeck Noricum i discendenti sono
rappresentati dal Sieger Visum
Arminius, padre dell'Auslese
Max della Loggia dei Mercanti, dall'Auslese Apoll Laacher
Haus, padre della 3°Auslese
'98 Ginger Blickfeuer, da Hobby Gletschertopf,
padre del 10°Auslese '98 Ursus Batu.
Inoltre provengono Zito Noriswand,
Zello Steinhägerquelle,
Lord Breidenbacker Schloß,
Lord Georg Vicktor Turm. Questi ceppi tendono a produrre
soggetti, nelle migliori realizzazioni, sostanziosi, con buona pigmentazione ed
ottima tipologia, gli scadenti presentano a volte assi cranio facciali
divergenti, imperfetto portamento delle orecchie e dorsi arcuati. Da Zamb Wienerau discende l'Auslese Nero Hirschel che ha
prodotto il vitalissimo 4°Auslese '98 Odin Hirschel. E
ancora Zamb è presente, attraverso Wobo Lärchenhain, nel 5°Auslese '98 Jango Fürstenberg; è padre ancora della Siegerin
Vanta Wienerau, del poco produttivo Auslese Esko Wienerau
e del francese eccellente Gabin du
Beffroi Artesien. Altra
realizzazione significativa del ceppo di Quando è
rappresentata da un'evoluzione di Enzo Burg Aliso che
ci ha condotto al grigio-focato 6°Auslese
'98 Timo Berrekasten che rappresenta non solo un
valido suggerimento genetico, ma anche una proposta di attenzione verso alcune
doti nascoste nei ceppi grigi (tra cui, a volte, buone doti di carattere) e
l'implicito suggerimento a non ravvisare la buona pigmentazione solo nel
mantello dei soggetti nero focati quanto apprezzarla
con l'intensità dei colori del mantello e la buona pigmentazioni dei tugmenti. Le sue focature,
antitetiche al classico nero-focato, imporranno di
decidere a Giudici ed Allevatori se l'omogeneità del tipo possa
essere letta in un Gruppo di allevamento solo valutando l'omogeneità
morfologica. In caso contrario i soggetti grigi verranno
ghettizzati ed apprezzati solo da quei pochi che diverranno esclusivamente
produttori di soggetti grigio-focati o da coloro che
sperano di ottenere nero-focati da un grigio. Sempre
tra le discendenze di Quanto primeggia, con una buona personalizzazione, il
ceppo proveniente dal Sieger Uran
Wildsteiger Land, matrice di ottime
somatologie spesso più contenute e solide per
l'influenza del ceppo di Mutz Pelztierfam
in esso raggiunte attraverso la madre Palme Wildsteiger
Land. Tra i discendenti di Uran
vanno ricordati il Sieger Ulk
Arlett, padre del Sieger
'98 Rikkor Bad-Boll, l'Auslese Yago Wildsteiger
Land, discendente dal Sieger Eiko
Kirschental, il figlio di Yago,
Flick Arlett e
un'interpretazione del ceppo di Uran francese che ha
generato Arack Hohmannsfeld,
padre di Falk Klostergraben.
Pur parzialmente in restrizione, il ceppo proveniente
da Gundo Trienzbachtal,
padre dell'Auslese Jack Trienzbachtal,
il cui continuatore è il Vice-Sieger Cash Wildsteiger Land, padre della Vice-Siegerin
'98 Holly Fichtenschlag.
Canto Wienerau
In lieve restrizione numerica il
ceppo di Canto Wienerau in cui primeggia Fedor Arminius, il quale,
attraverso Mark Haus Beck e Jello Wienerau,
Fohlemarkens Jasso, Nutz Mönchberg e Nickor Holledau, ha dato vita
alla poliedricità della sua discendenza. Tra i diretti discendenti di Mark si evidenzia il Sieger Kimon Alhedy's Hoeve. Il ceppo di Canto Wienerau ha generato anche il Vice-Sieger
Tell Großen Sand, padre del Sieger Fanto Hirschel e del fratello Frei Hirschel. Tra i diretti
discendenti di Mark si evidenzia il Sieger Kimon Alhedy's Hoeve,
padre del Vice Sieger '98 Karly
Arminius, padre a sua volta della Sigerin
'98 Anschy Magistrale e del 7°Auslese
'98 Jello Michelstädter Rathaus. Il ceppo di Jello Wienerau, attraverso Hanno Wienerau,
ha prodotto il 3°Auslese '98 Leif
Noriswand. Tra le discendenze di Folemarkens
Jasso va ricordato il Sieger
Lasso Neuen Berg, padre del
9°Auslese '98 Enzo Buchhorn e della 4°Auslese
Jade Blue-Rose. Il ceppo di
Canto Wienerau ha generato anche il Vice-Sieger Tell Großen Sand, padre del Sieger Fanto Hirschel
e del fratello Frei Hirschel.
Fanto, pur conferendo alla sua discendenza buone
morfologie e buon carattere, si è inaridito nel trasmettere ceppi maschili,
mentre è spesso promotore di buoni ceppi femminili. Il meno blasonato fratello Frei, attraverso Amigo Belgier, ha prodotto il ceppo di Pitt
Tronje e dell'italiano Quartz
dei Templari che, oltre fornire soggetti di rilievo, propone mantelli ben
pigmentati, difetto nel quale invece cade, a volte, la discendenza di Fanto.
Mutz Pelztierfarm
Il ceppo di Mutz Pelztierfarm ha continuato la sua sopravvivenza attraverso,
prevalentemente, le discendenze di Yupp Haller Farm che hanno generato,
attraverso Cello Römerau,
il bellissimo quanto arido Auslese Ursus Steinhägerquelle ed Eros Luisenstraße
che sta costituendo un ceppo in espansione. Diretti discendenti di Eros sono l'8°Auslese Fello Farbenspiel ed il francese Lenon du Val d'Anzin. Nelle migliori realizzazioni del ceppo di Mutz riscontriamo soggetti solidi e dinamici, nelle peggiori scarsa pigmentazione e carente inclinazione
della scapola e dell'omero. - Vello Sieben Faulen e Hussan Haus Schütting Sopravvivono i
ceppi di Vello Sieben Faulen,
con King Karthago e Gringo Philippsburg, e di Hussan Haus Schütting con Lärry Wolfseck, provenienti dagli
impegni selettivi mirati a produrre soggetti impiegati nelle gare da lavoro.
In conclusione
La breve
storia tracciata non può essere che un rapido scorcio della nascita e della
vita di una grande razza che amiamo e che, con cura,
abbiamo il dovere di allevare. La sua celebrazione deve essere anche un monito
per valutarne le origini al fine di mantenere intatti quei preziosi presupposti
che l'hanno generata. Un'esasperata selezione rivolta a competitività può
trasformarla in somatologie e temperamenti
completamente stravolti che, addirittura, possono giungere a non rispettare la
stessa natura originale. Infatti, la grande flessibilità
dei geni del cane, prima ancora che del pastore tedesco, offre, con vantaggio
ma anche con pericolosa plasmabilità, l'occasione per
trasformare questo animale nelle più svariate somatologie.
E' solo la precisa conoscenza dei presupposti selettivi suggeriti dallo
standard della razza che permette di mantenere nei discendenti quelle
caratteristiche che la differenziano, a volte anche per sottili diversità, da
altre razze. E per questo invito i giovani che amano
il pastore tedesco a studiare ed approfondire attentamente anche la natura e le
origini delle altre razze per poter sempre aver chiari quei confini che sono il
presupposto essenziale per salvaguardare nel tempo il cane da pastore tedesco
che, dopo cento anni, si mostra ancora con una vitalità davvero invidiabile.
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1 Muscolo temporale |
24
Muscolo retto dell'addome |
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OSSA PRINCIPALI: |
25 Prima vertebra lombare |
Dentatura

M Molari - P Premolari - C Canini - I
Incisivi
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Traduzione dalla lingua
originale del testo ufficiale E.S.F.A.O. approvato
dalla F.C.I. |
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CANE DA PASTORE TEDESCO |
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Origine: Germania - 23/03/1991 |
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Classificazione
F.C.I.: Gruppo 1 - Cani da pastore e bovari |
|
Sezione
1 - Cani da
gregge con brevetto di lavoro |
BREVI CENNI DI STORIA
Lo Standard viene stabilito ufficialmente
dalla Società per il Cane da Pastore Tedesco (S.V.), con sede ad Augsburg, membro della Società Cinofila Tedesca (VDH), in
qualità di società fondatrice della razza e responsabile per lo Standard del
Cane da Pastore Tedesco. L'approvazione dello Standard avvenne in occasione
della 1 Assemblea dei Soci tenutasi a Francoforte, in data 20 settembre 1899,
secondo le proposte di A.Mayer
e di M.von Stephanitz ed è
stato completato dalle aggiunte apportate in occasione della VI Assemblea dei
Soci in data 28 luglio 1901, della XXIII Assemblea dei Soci svoltasi a Colonia
il 17 settembre 1909, della seduta di Consiglio della Commissione Consuntiva
tenutasi a Wiesbaden il 5 settembre 1930 e della
seduta di Consiglio della Commissione di Allevamento del 25 marzo 1961; è stato
successivamente rielaborato nell'ambito dell'Unione Mondiale delle Società per
il Cane da Pastore Tedesco (WUSV) ed approvato in occasione della seduta WUSV
del 30 agosto 1976. E' stato ancora rielaborato e catalogato con risoluzione del
23/24 marzo 1991 da parte del Consiglio e della Commissione Consultiva. Il cane
da Pastore Tedesco, il cui allevamente pianificato ebbe inizio a partire dall'anno 1899, dopo l'avvenuta
fondazione della Società, è stato selezionato da ceppi di cane da pastore
esistenti allora nella Germania centrale e meridionale, con l'obiettivo finale
di creare un cane di utilità idoneo a prestazioni rilevanti. Per raggiungere lo
scopo, è stato definito lo Standard della razza del Cane da Pastore Tedesco,
che contempla sia le caratteristiche fisiche che quelle del temperamento e del
carattere.
CARATTERI SOMATICI
GENERALI
Il Cane da Pastore Tedesco (PT) è di taglia media,
leggermente allungato, forte e ben muscoloso, con ossatura asciutta e struttura
solida
MISURE FONDAMENTALI
L'altezza al garrese è da cm 60 a 65 per i maschi e da cm 55
a 60 per le femmine. La lunghezza del tronco supera la misura dell'altezza al
garrese di circa il 10-17%.
CARATTERE
Il PT deve essere equilibrato, saldo di nervi, sicuro di sé,
disinvolto e (salvo provocazione) di indole
assolutamente buona. Deve essere altresì vigile e docile, per
essere idoneo come cane da accompagnamento, da guardia, da difesa, di servizio
e da pastore, deve possedere inoltre coraggio, combattività e tempra.
TESTA
La testa è cuneiforme e proporzionata alla taglia (lunghezza
all'incirca del 40% dell'altezza al garrese), senza essere tozza o troppo
allungata, asciutta nell'insieme e moderatamente larga
tra le orecchie. La fronte, vista sia dal davanti che di lato, appare solo
leggermente convessa, senza o con un solco mediano appena accennato. Il
rapporto cranio-muso è 50:50%. La larghezza del cranio
corrisponde all'incirca alla sua lunghezza. Vista dall'alto la testa si
restringe regolarmente verso il muso cuneiforme, dalle orecchie al tartufo, con
salto naso-frontale non molto accentuato. Mascella e mandibola sono ben
sviluppate e forti. La canna nasale è diritta; è indesiderata una canna nasale
avvallata o montonina. Le labbra sono tese,
combaciano bene e sono di colore scuro.
TARTUFO
Deve essere nero.
DENTATURA
Deve essere robusta, sana e completa (42 denti in conformità
alla formula dentaria). Il PT ha una dentatura a forbice, ossia gli incisivi
della mascella devono combaciare a forbice con quelli della mandibola. La
dentatura a tenaglia, oppure quella sporgente superiormente od inferiormente è
da considerarsi deifettosa; lo stesso vale per i
larghi interstizi tra i denti (posizione distanziata dei denti). E' pure
difettosa la disposizione in linea retta (non a leggero arco) degli incisivi.
Mascella e mandibola devono essere ben sviluppate e robuste, affinchè i denti siano collocati
in profondità nelle gengive.
OCCHI
Sono di media grandezza, a mandorla, leggermente obliqui e
non sporgenti. Il colore degli occhi deve essere il più possibile scuro.
L'occhio chiaro, pungente, è indesiderato perchè
altera l'espressione del cane.
ORECCHIE
Il PT ha orecchie di media grandezza, portate erette,
rivolte nella stessa direzione (non inserite di lato), che terminano a punto; i
padiglioni sono rivolti in avanti. Sono indesiderate le orecchie pendenti e
quelle piegate. Le orecchie portate all'indietro durante il movimento o nella
posizione di riposo non sono da considerarsi difettose.
COLLO
Il collo deve essere robusto, muscoloso e senza giogaia. La
sua inclinazione rispetto al tronco (ovvero sull'orizzontale) corrisponde a
circa 45ƒ.
TRONCO
La linea superiore si sviluppa senza apprezzabili
interruzioni dall'inserzione del collo verso il garrese ben rilevato ed il dorso,
appena leggermente inclinato rispetto all'orizzontale, sino alla groppa
leggermente inclinata. Il dorso è solido, robusto e ben muscoloso. Il rene è
largo, robusto e ben muscoloso. La groppa deve essere lunga e leggermente
inclinata (circa 23ƒ rispetto all'orizzontale) e decorre, senza interruzione
della linea superiore, verso l'attaccatura della coda.
PETTO
Deve essere moderatamente largo con la parte inferiore il
più possibile lunga e ben sviluppata. L'altezza toracica deve corrispondere al 45-48%
dell'altezza al garrese. Le costole devono essere moderatamente convesse. E' da
considerarsi difetto sia il torace "a botte" che quello piatto.
CODA
Deve arrivare almeno fino all'altezza del garretto, ma non
oltre la metà del metatarso. Nella parte inferiore è ricoperta da un pelo un
po' più lungo e viene portata pendente, leggermente
piegata ad arco, mentre quando il cane è eccitato od in movimento, la coda
viene portata più sollevata, comunque non oltre l'orizzontale. Gli interventi
chirurgici correttivi sono vietati.
ARTI:
ANTERIORE
Visti da tutti i lati, gli arti anteriori sono diritti e,
visti dal davanti, assolutamente paralleli. La scapola e l'omero sono di pari lunghezza e ben aderenti al tronco a mezzo di una
forte muscolatura. L'angolatura scapolo-omerale è
idealmente di 90ƒ, di norma fino a 110ƒ. Sia da fermo che in movimento, i
gomiti non devono essere né aperti all'infuori né troppo
aderenti. Visti da tutti i lati, gli avambracci sono diritti, asciutti,
muscolosi e tra di loro assolutamente paralleli. Il
metacarpo ha una lunghezza di circa 1/3 di quella
dell'avambraccio, e forma con questo un angolo di circa 20-22ƒ. Un metacarpo
troppo inclinato (più di 22ƒ) o troppo poco inclinato (meno di 20ƒ) pregiudica
il rendimento, in particolare modo, la resistenza.
PIEDI
Sono tondeggianti, ben chiusi ed arcuati. La
piante del piede è dura, ma non ruvida, le unghie sono forti e di colore
scuro.
POSTERIORE
La posizione degli arti posteriori è leggermente arretrata,
mentre gli appiombi, visti da dietro, devono essere fra loro
paralleli, femore e tibia hanno approssimativamente la stessa lunghezza
e formano un angolo di circa 120ƒ. La coscia è forte e ben muscolosa. I
garretti sono robusti e solidi ed il metatarso è perpendicolare al garretto.
PIEDI
Sono chiusi, leggermente arcuati, la
piante del piede è dura e di colore scuro. Le unghie sono
forti, arcuate, anch'esse di colore scuro.
MOVIMENTO
Il PT è un trottatore. Gli arti devono essere armonizzati
tra di loro, in lunghezza ed angolature, tanto da consentire che il posteriore
si porti sino al livello del tronco e l'anteriore allunghi
altrettanto ampiamente, senza sostanziali spostamenti della linea superiore.
Ogni tendenza ad una eccessiva angolatura del
posteriore, diminuisce la solidità e la resistenza e compromette, di
conseguenza, l'idoneità all'impiego. Le proporzioni e le angolature corrette
consentono un movimento spazioso e radente al terreno, tale da dare
all'osservatore l'impressione di un procedere molto fluido ed agevole. In un
trotto tranquillo ed uniforme, con la testa protesa in avanti e la coda
leggermente sollevata, si può osservare una linea superiore elastica e senza
interruzioni, che partendo dalla punta delle orecchie, attraverso il collo ed
il tronco, si porta sino all'estremità della coda.
CUTE
La pelle è aderente e sollevabile, ma senza formare pieghe.
PELO
COSTITUZIONE DEL PELO
Per il PT il pelo corretto è quello
duro con sottopelo. Il pelo di copertura deve essere il più possibile fitto,
duro ed ben aderente. Sulla testa, nella parte interna
delle orecchie, sul davanti degli arti, ai piedi ed alle dita, il pelo deve
essere corto, mentre sul collo è un po' più lungo e folto. Sulla parte
posteriore degli arti, il pelo s'allunga rispettivamente sino all'articolazione
del carpo e fino al garretto; sulla parte posteriore della coscia forma dei
moderati "pantaloni".
COLORI
Nero con focature
rosso-brune, brune, gialle fino al grigio chiaro. Nero e grigio unicolore, con sfumature grigie più scure. Sella e maschera
nere. Sono ammesse, ma no auspicabili, piccole macchie bianche sul petto, come
pure parti interne degli arti molto chiare. Con ogni tipo di colore, il tartufo
deve essere sempre nero. La mancanza di maschera, l'occhio chiaro fino a
pungente, le macchie chiare fino a biancastre sul petto e nella parte interna
degli arti, l'unghia chiara e la punta della coda rossa, sono segni di scarsa
pigmentazione. Il sottopelo è di tonalità leggermente grigia. Il colore bianco
non è ammesso.
TAGLIA/PESO
Maschi: altezza al garrese da 60 a 65 cm - peso da 30 a 40 kg
Femmine: altezza al garrese da 55 a 60 cm - peso da 22 a 32 kg
TESTICOLI
I maschi devono possedere due testicoli normalmente
sviluppati, entrambi situati completamente nello scroto.
DIFETTI
Ogni deviazione dei punti elencati in precedenza è da
considerarsi difetto, la cui valutazione dovrebbe corrispondere esattamente al
grado della deviazione stessa.
DIFETTI GRAVI
Divergenze dalle caratteristiche della razza come descritte
in precedenza che compromettono l'idoneità all'impiego.
Difetti delle orecchie: orecchie
attaccate troppo in basso; orecchie piegate, convergenti o deboli.
Difetti rilevanti della pigmentazione.
Notevole mancanza di solidità generale.
Difetti dentari: tutte le deviazioni dalla dentatura a
forbice e dalla formula dentaria, sempreché non si
tratti di difetti da squalifica (vedi sotto).
DIFETTI CHE COMPORTANO
LA SQUALIFICA
- Cani con debolezza di carattere, cani mordaci, cani deboli
di nervi.
- Cani con comprovata displasia grave.
- Cani monorchidi
o criptorchidi, come pure quelli con testicoli
palesemente diseguali o atrofizzati.
- Cani con deformazioni delle orecchie e della coda.
- Cani con malformazioni.
- Cani con difetti di dentatura per
la mancanza di un 3ƒ premolare e di un altro dente, oppure di un canino, oppure
di un 4ƒ premolare, oppure rispettivamente di un 1ƒ molare o di un 2ƒ molare, oppure
complessivamente di 3 e più denti.
- Cani con difetti della mandibola: enognatismo
di 2 o più mm, prognatismo, dentatura a tenaglia completa su tutti gli
incisivi.
- Cani di taglia di 1 cm superiore
al limite massimo e di 1 cm inferiore al limite minimo.
- Albinismo.
- Colore bianco (anche se con occhi ed unghie scure).
- Pelo lungo e compatto (pelo lungo
morbido, manto non completamente aderente con sottopelo, frange alle orecchie
ed agli arti, "pantaloni" folti sulle cosce e coda folta con frange verso il basso)
- Pelo lungo (pelo lungo, manto morbido, senza sottopelo,
spesso spartito sul dorso, frange alle orecchie, agli arti e sulla coda).